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sbirciato *loading* volte
giovedì, 23 febbraio 2006

Ma insomma qualcuno mi racconta il miniradunino17due2006??

wookiecuriosaaaaaaaaaa...!


contribuito da: wookie alle 16:31 | link | commenti
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venerdì, 16 dicembre 2005

Metti un sabato a primavera...

 
Questa è la bellissima Sutri, a una sessantina di chilometri da Roma, sulla Cassia, costruita e scavata su una collina di tufo. Frequentata da più di 20 secoli, prima dagli etruschi e poi dai romani, che...
...proprio davanti a dove oggi sorge la cittadina scavarono nel tufo questo bellissimo anfiteatro, gratuitamente aperto a tutti. Ma, proseguendo sulla Cassia e poi deviando a sinistra, dopo Capranica, si arriva a...
...Barbarano Romano! Un'altra meraviglia di tufo, da cui parte una splendida passeggiata...
...proprio da sotto la porta principale. Recentemente è stata pavimentata la parte iniziale del percorso, poi si va nel Canyon, dove gli etruschi scavarono molte tombe, poi riutilizzate come stalle o pollai, nei secoli a venire...
La natura è rigogliosa. La meraviglia è ancora più meravigliosa in primavera, quando nella stretta valle crescono migliaia di ciclamini. Passeggiando lungo il fiume e poi guadandolo, non si perde la vista di Barbarano dal basso...
E passeggiando fra grotte...
...e panorami...
...si riattraversa il fiume, su questo magnifico ponte...
...probabilmente costruito dagli etruschi e poi rimaneggiato nei secoli.
Dopo il ponte si devia a sinistra e si inizia a salire lungo il fianco del costone di tufo, dove ci attende una nuova sorpresa...
...il sentiero diventa pavimentato e si inoltra nella collina. Proprio dentro la collina! In questo stupendo passaggio scavato nel tufo dagli etruschi e poi allargato forse dai romani, o nei secoli successivi, per permettere il passaggio dei carri, che probabilmente portavano su la farina, macinata dai mulini, i cui resti si trovano ancora lungo il fiume.
Ci venite anche voi?

contribuito da: nonsologeomangio alle 14:02 | link | commenti (1)
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venerdì, 04 novembre 2005

ERTO, UN VIAGGIO NEL TEMPO E NELLA MEMORIA

Sono stati quattro giorni di pace. , proprio dietro la diga del Vajont, l'autunno è una tavolozza con mille colori. I boschi, le cui voci sono così care a Mauro Corona, sono piccole e veloci pennellate sul ripido dorsante della montagna. Tra i pini e i larici ci sono tutte le sfumature calde del rosso, dell'arancio, del giallo, i verdi cupi e i marroni bruciati. A volte lo stesso albero ha foglie di diversi colori, quasi che un pittore infinitamente paziente avesse dipinto nella notte le foglie per rendere l'albero più bello. Invece è la natura il pittore paziente che crea questi giochi di colore. Se si alza lo sguardo, poi, gli occhi incontrano l'azzurro più intenso e un sole tiepido e abbagliante che ti fa quasi dimenticare che siamo a novembre. L'aria è pulita, leggera. In paese, poche case di sassi arrampicate caparbiamente sul pendìo, si sente solo il suono delle campane del vecchio campanile e quello allegro dei campanacci delle capre. Le anziane signore ertane percorrono agili e a passo svelto le antiche stradine di pietra portando sulle spalle le gerle piene di legna da ardere o i grandi secchi di fiori appena raccolti. All'Osteria del Gallo Cedrone si possono gustare i piatti tipici della zona: polenta e frico e la famosa tormentilla potentilla, una grappa dolce (mi dicono che in gergo si definisce "morbida") dal colore bruno ambrato che è piaciuta persino a me. Gli ertani sono diretti, concreti, a volte duri, proprio come le loro case di pietra, ma proprio per questo sono persone sincere. Un po' per carattere, un po' per le tante tormentille che cadenzano la loro giornata, hanno sempre la battuta pronta e il sorriso sulle labbra. Sorrisi che non dimenticherò..E CHE SPERO DI RIVEDERE PRESTO!

Erto caparbiamente arrampicato sul pendìo..

i colori dell'autunno ertano..

ho alloggiato in questa casa sulla sinistra..
(bisogna contattare la padrona di casa
per prenotare. In due abbiamo speso
120 Euro per tre notti)

qui ho cucinato un ragù per il quale ho ricevuto
i complimenti e una proposta di matrimonio!

il tramonto dietro la diga..

l'Osteria del Gallo Cedrone..
(pranzo tipico composto da antipasti, tris di primi, tris di secondi,
dolce, acqua vino e tormentilla, a Euro 20.00 per persona)

polenta e frico..


contribuito da: wookie alle 17:23 | link | commenti (9)
categorie: io cè stato e mo ve lo racconto, erto
giovedì, 03 novembre 2005

Con questo post si inaugura la categoria "io c'è stato e mo ve lo racconto", una specie di blogutility: io racconto il posto che ho visitato, con dovizia di particolari su dove mangiare e dove dormire e un domani tu ne approfitti.

Arezzo che meraviglia!

foto by Nonsologeomangio

Evidentemente viaggiare coi bambini porta bene: ogni volta che ce li portiamo, capitiamo bene, ma mai come stavolta! Le camere d'albergo sono solo un dettaglio della vacanza, se ti tornano in mente è solo perché t'è andata molto male o molto bene. Qui dev'essere scattata quella condizione irripetibile: l'albergo che stava cambiando nome e gestione, l'insegna ancora da montare, gli arredi da completare, i prezzi da definire... poi quella richiesta di una quadrupla... un po' particolare... Li abbiamo sentiti complottare al telefono, prima di spararci un "130europer4 persone, colazioneincamerainclusa". A noi è andato più che bene. Doveva essere la vacanza di un giorno, trovare una sistemazione per la notte è stata una piacevole sorpresa.

foto by Nonsologeomangio

Terzo piano, stanza Foscolo, prego: vi accompagno.
Ho sentito la mia bocca che si spalancava, appena l'ho vista!
Il bagno era grande come il mio soggiorno: una vasca ovale, per due, era incastonata in un blocco di pietra, di fronte due lavandini e due specchi dalla cornice in argento satinato, lampade alle pareti e anche a terra creavano giochi di luce, in particolare sopra la vasca, dove i faretti nascosti proiettavano fiammate blu e verdi.
La doccia.
La doccia... uhhh... La doccia occupava un ambientino a se stante, con ingresso protetto da una porta in vetro, la pianta era "a ricciolo", pavimento e pareti ricoperte da piccole piastrelline rosse stile mosaico, 6 rubinetti 6, incastonati nella curva parete, spruzzavano l'acqua sulle caviglie, sulle spalle e sulla schiena,  procurando un piacevole massaggio.
Water e bidet erano in un camerino piccino: dal soffitto pendeva un piatto, come quello di una vecchia bilancia, in rame anticato, con funzione di porta-asciugamani, la carta igienica trovava posto appoggiata su un letto di fiori e frutti secchi e profumati, adagiati in una piccola botte di legno.
Nella stanza proseguiva il pavimento a grandi lastre di pietra, il soffitto, in discesa, essendo un sottotetto, ospitava anche tre finestre, come lucernari, grandi travi in legno e intarsi di mattoni rustici in pietra alle pareti completavano l'atmosfera. Gli altri arredi, qualche sedia, un tavolino, una scrivania, un divano letto, un armadio, il frigobar, erano tutti in legno massello, tinto noce scuro, i due letti matrimoniali erano rivestiti in pelle bianca e la TV, col collegamento via satellite, sembrava un grande quadro appeso alla parete. Inutile dire che ci siamo lavati e rilavati gioiosamente, fra docce e bagni profumati, con tanto di candele accese.  
(Non si trova ancora in rete il nuovo nome dell'Hotel, che è il Vogue, il vecchio nome è l'Astoria, ma le immagini presenti in rete ormai sono sorpassate, comunque si trova in Via Guido Monaco, zona piuttosto centrale)

Ecco. Diciamo che dopo una vista del genere si è decisamente ben disposti a visitare una altrettanto bella cittadina. Arezzo l'avevo vista anni fa e tornarci è stato un piacere. Intanto, con sollievo, ho scoperto che l'ingresso nelle varie chiese, custodi di inestimabili opere d'arte, è ancora gratuito, come a Roma, al contrario però di Firenze, Pisa e Venezia... Anzi: gli orari di visita sono particolarmente comodi e le inestimabili opere d'arte comprendono gli affreschi di Piero della Francesca e il crocefisso in legno del Cimabue (1265).

In Toscana poi, si mangia benissimo! La sera abbiamo gustato un'ottima tagliata all'Osteria dei Mercanti, un'osteria giovane e trendy, ma dal glorioso passato, ricca di proposte intriganti di pesce e di carne. Piuttosto meritevole (link).
Ma il giorno dopo siamo stati ancora più piacevolmente colpiti dall'Osteria dell'Agania (in via Mazzini 10, angolo via dell'Agania, nel centro storico), un'accoglienza tradizionale con i veri e antichi piatti toscani, il tutto a prezzi veramente ottimi!

Il posto che descrivevo nel post qui sotto, invece... ha chiuso! Il nome è rimasto quello, ma adesso è una banale pasticceria. Sigh!

 


contribuito da: nonsologeomangio alle 18:21 | link | commenti (3)
categorie: io cè stato e mo ve lo racconto, arezzo
mercoledì, 26 ottobre 2005

Il 31 8bre prossimo

Non so voi... ma io quasi sicuramente andrò ad Arezzo!
Bellissima cittadina!
Prenderò molto probabilmente il treno delle 9.14 da Roma Termini e scenderò ad Arezzo alle 11.49. Giusto in tempo per dirigermi comodamente nel bel mezzo di Corso Italia, fino al Caffè degli Svizzeri (se c'è ancora) che è un posto mitico. Me lo ricordo come un emporio primo novecento, grandi banconi di legno, barattoloni di vetro pieni di caramelle... poi all'ora di pranzo, chiudeva l'emporio e apriva il bistrò, lo spazio si riempiva di piccoli tavolini con tovaglie fiorate e il menu era piccolo, ma sfizioso. A cena: terza gestione, le tovaglie cambiavano, l'ambiente diventava più elegante e il menu spaziava dalla fonduta al risottino... Che meraviglia... Andrò sicuramente a cercarlo!
Poi passeggiata per il centro, visita alla Rocca in alto, bim bum bam e... ale 17.17 potrei prendere il treno per Roma, dove arriverei alle 19.13...
Qualcuno in zona?

contribuito da: nonsologeomangio alle 18:36 | link | commenti (3)
categorie: prossime gite